Coppia e relazioni

Perché litighiamo sempre per le stesse cose?

Il tema cambia, ma la discussione sembra tornare nello stesso punto. Uno sguardo a ciò che accade tra una risposta e la successiva.

È sera. Una persona rientra e trova la cucina ancora da sistemare. «Devo sempre chiederti tutto». L’altra risponde: «Non fai che criticarmi». In pochi minuti arrivano altri esempi, il tono si alza e qualcuno smette di parlare. Poco dopo, entrambi riconoscono la sensazione: è successo di nuovo.

È una scena costruita, non il racconto di un incontro professionale. Potrebbe riguardare le faccende domestiche, un ritardo o una visita ai parenti. Il tema cambia, ma a volte il modo di parlarne sembra ripetersi.

Non c’è solo il modo in cui ne parliamo

Se una persona si occupa quasi sempre della casa, la distribuzione dei compiti è un problema concreto. Osservare la conversazione non significa trasformare uno squilibrio reale in una questione di comunicazione.

Può essere utile tenere insieme due domande: che cosa stiamo cercando di affrontare, e che cosa succede mentre ne parliamo? Una richiesta viene ascoltata come proposta pratica, critica o giudizio? La risposta permette di restare sul problema oppure il confronto si sposta su chi abbia sbagliato di più?

Nella scena iniziale, dopo poche battute i partner non parlano più soltanto della cucina. Uno cerca il riconoscimento di un carico; l’altra persona si difende da ciò che vive come un’accusa. Sono possibilità da verificare, non intenzioni da attribuire dall’esterno.

Da dove comincia il litigio, per ciascuno?

Nel modello teorico della comunicazione di Paul Watzlawick, Janet Beavin e Don Jackson, la punteggiatura descrive il modo in cui ciascuno organizza una sequenza di interazioni: dove colloca l’inizio e che cosa considera causa o risposta. In parole semplici, due persone possono ricordare lo stesso scambio mettendo l’accento su passaggi diversi. Pragmatics of Human Communication.

«Insisto perché non mi risponde», può dire una persona. «Non rispondo perché insiste», può dire l’altra. Ognuno descrive la propria reazione come comprensibile alla luce di quella precedente. Guardare la sequenza nel suo insieme non cancella i fatti né rende automaticamente equivalenti le due versioni: aiuta a capire come si arriva al passaggio successivo.

Nella ricerca sulle coppie si studia anche la dinamica demand/withdraw: una persona sollecita un confronto o un cambiamento e l’altra tende a ritirarsi. Una meta-analisi ha trovato associazioni tra questa dinamica e diversi aspetti della vita relazionale; le associazioni, però, non dimostrano da sole un rapporto di causa ed effetto. Non è un’etichetta da applicare a ogni litigio, ma una possibile sequenza da osservare. Schrodt, Witt e Shimkowski, 2014.

La discussione avviene dentro una giornata e una storia

La stessa richiesta può arrivare in un momento tranquillo oppure alla fine di una giornata di lavoro, tra preoccupazioni economiche e responsabilità di cura. Considerare il contesto non giustifica parole offensive: aiuta a capire in quali condizioni avviene il confronto.

Anche ciò che è accaduto in passato può influenzare il modo in cui leggiamo il presente. Un ritardo di oggi può richiamare altre occasioni in cui una richiesta è rimasta senza risposta. Possiamo chiederci: sto ascoltando questo episodio oppure mi aspetto già che finisca come gli altri?

Alcuni studi longitudinali su coppie di neosposi hanno osservato legami tra comunicazione, soddisfazione relazionale e stress, senza indicare una spiegazione unica valida per tutte le coppie. Questi risultati invitano a considerare sia ciò che avviene tra i partner sia le condizioni di vita in cui si trovano. Nguyen, Karney e Bradbury, 2020; Lavner, Karney e Bradbury, 2016.

Per questo non esiste una frase giusta che risolve ogni conflitto. A volte una formulazione diversa apre un dialogo; altre volte restano da affrontare accordi non rispettati, esigenze incompatibili o condizioni materiali difficili. Capire come si sviluppa una discussione può aiutare a tornare anche alla questione concreta che l’ha fatta cominciare.

Alcune domande per guardare ciò che si ripete

Può essere utile scegliere un episodio recente e chiedersi:

  • In quale momento abbiamo smesso di parlare del problema iniziale?
  • Che cosa cercavo di far capire? Come l’ho espresso?
  • Che significato ho dato alla risposta dell’altra persona? L’ho verificato?
  • Che cosa ho fatto dopo, e che cosa è successo in seguito?
  • Ci sono occasioni in cui affrontiamo lo stesso tema diversamente? Che cosa cambia?

Queste domande non servono a decidere chi comunica meglio. Possono rendere più visibile un passaggio della conversazione e aiutare a distinguere ciò che riguarda il dialogo dagli accordi pratici ancora necessari.

Una precisazione importante: violenza, intimidazione, abuso e coercizione non sono normali conflitti con responsabilità equivalenti. La responsabilità di questi comportamenti è di chi li agisce; la priorità è la sicurezza.

Un confronto su ciò che si ripete

Nel counseling di coppia online possiamo partire da una situazione concreta e dai punti di vista di entrambi, per esplorare interazioni, aspettative e accordi. Gli obiettivi del confronto si costruiscono insieme.

Luca Rizzi e Marella Ruggeri propongono percorsi di counseling sistemico-relazionale online. Se desiderate parlare di una situazione che ritorna, potete scriverci per un primo incontro conoscitivo.

Il counseling proposto è non sanitario: non è psicoterapia e non sostituisce percorsi psicologici, psicoterapeutici o medici quando indicati.

Riferimenti

  • Watzlawick, P., Beavin, J. H., & Jackson, D. D. (1967). Pragmatics of Human Communication. Norton. Scheda dell’editore. Riferimento teorico.
  • Schrodt, P., Witt, P. L., & Shimkowski, J. R. (2014). A Meta-Analytical Review of the Demand/Withdraw Pattern of Interaction and its Associations with Individual, Relational, and Communicative Outcomes. Communication Monographs, 81(1), 28–58. DOI.
  • Nguyen, T. P., Karney, B. R., & Bradbury, T. N. (2020). When Poor Communication Does and Does Not Matter: The Moderating Role of Stress. Journal of Family Psychology, 34(6), 676–686. Testo e nota di correzione.
  • Lavner, J. A., Karney, B. R., & Bradbury, T. N. (2016). Does Couples’ Communication Predict Marital Satisfaction, or Does Marital Satisfaction Predict Communication? Journal of Marriage and Family, 78(3), 680–694. Testo.

Dalla lettura al dialogo

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